Rudolf Steiner e i temperamenti umani.
Rudolf Steiner
I Temperamenti Umani
Rudolf Steiner (Donji Kraljevec, 27 febbraio 1861 – Dornach, 30 marzo 1925) è stato un filosofo austriaco fondatore dell’antroposofia definita dallo stesso suo inventore come un modo per comprendere attraverso la nostra spiritualità l’attività spirituale che è insita nell’universo.
In una serie di conferenze tenutesi in Germania nel 1909 Rudolf Steiner svela i segreti del temperamento umano e disegna un’affascinante meccanismo attraverso il quale la spiritualità condiziona l’essere umano e ne condiziona perfino lo sviluppo fisico, nel contempo lo stesso nostro corpo limita ed influenza in nostro sviluppo spirituale ed intellettuale, vediamo come.
Rudolf Steiner innanzitutto definisce l’uomo, quale ci appare nella vita, l’insieme di quattro entità:
- Il corpo fisico, ossia quello che l’uomo ha in comune con il regno minerale, con la materia.
- Il corpo eterico o virtuale è quell’entità che compare unita al corpo fisico e se ne divide con la morte. E’ lo spirito, non più visibile come il corpo fisico, ma più reale ancora del corpo, definito anche corpo del sistema ghiandolare esso combatte perennemente il decadimento del corpo fisico e si oppone alla morte in una lotta che dura tutta la vita.
- Il corpo astrale o corpo dei nervi crea il flusso dei sentimenti e delle sensazioni ed è portatore di gioia e dolori, di pena, istinti, passioni. Il corpo astrale determina pertanto le nostre passioni, i nostri ideali ed è dominato dal sistema nervoso.
- L’io distingue gli esseri umani da tutte le altre creature visibili, infatti l’uomo ha il corpo fisico in comune con il mondo minerale, il corpo eterico in comune con il mondo vegetale, il corpo astrale in comune con il regno animale, solo l’io, la coscienza di sé lo distingue da tutti gli altri determinando l’unicità dell’essere umano. L’io è dominato dal sistema circolatorio del sangue.
L’influsso e il dominio di una di queste quattro entità rispetto alle altre determinano i temperamenti dell’uomo:
- Il temperamento collerico, in questo temperamento vediamo prevalere l’io che domina le altre entità costitutive dell’uomo. Nel temperamento collerico l’individuo pone se stesso davanti a tutto, il prevalere del sistema circolatorio provoca un carattere focoso e collerico, pieno di sé e l’individuo pone se stesso davanti a tutto, la sua indole sarà aggressiva e la sua natura volitiva.
- Il temperamento sanguinico, in questo carattere il sistema nervoso domina l’individuo, il corpo astrale prevale sulle altre entità e il soggetto sarà condizionato dal continuo flusso di sensazioni, immagini e rappresentazioni, l’individuo rimane in ostaggio di continui stimoli fantastici senza riuscire a fermarsi. Il sanguinico non fa in tempo ad interessarsi a qualcosa che subito nuove sensazioni e stimoli lo distraggono, passando da un interesse all’altro senza mai approfondire un argomento.
- Il temperamento flemmatico. Negli individui con questo temperamento il sistema ghiandolare che regola la crescita e lo sviluppo dominano le altre entità, il soggetto vive una vita interiore equilibrata ed appagante, egli vive a suo agio in un organismo in cui tutto funziona in modo perfetto. L’individuo sarà pertanto poco incline a dirigersi verso l’esterno essendo appagato dalla propria vita interiore e sarà poco propenso a sviluppare una volontà tenace.
- Il temperamento malinconico. In questo caso il corpo fisico prevale sulle altre entità opponendo resistenza. Il corpo fisico in questo caso pone resistenza alla sicurezza dell’io, alla mobilità del corpo astrale ed al benessere interiore del corpo eterico provocando all’individuo sensazioni penose di impotenza e dolore. L’individuo malinconico combatte continuamente questo dolore, ma non riesce a dominarlo rimanendo vittima del proprio corpo fisico.
Naturalmente questi sono i quattro temperamenti fondamentali dell’essere umano, dalla loro miscela nascono i caratteri di tutti gli uomini che sono sempre diversi gli uni dagli altri a seconda dell’influsso più o meno determinante di un carattere rispetto agli altri.
Anche l’aspetto fisico degli individui secondo Rudolf Steiner è condizionato dal loro temperamento, vediamo in breve come distinguere il carattere di una persona dal suo aspetto e dal suo portamento fisico.
- Il collerico è prevalentemente di statura bassa e tarchiata proprio perché l’io che ha dominato tutte le altre entità del corpo ne ha bloccato lo sviluppo, il suo portamento sarà sicuro, il suo camminare fermo e deciso quasi a voler calpestare con forza il suolo, il colore dei suoi occhi sarà prevalentemente scuro.
- Il sanguinico è slanciato e flessibile, l’occhio espressivo e mobile, il suo portamento leggero e saltellante, il colore dei suoi occhi prevalentemente azzurro.
- Nel flemmatico la sua placidità si manifesta anche nell’aspetto fisico, l’individuo sarà prevalentemente corpulento con tendenza ad ingrassare, il portamento sarà trascurato, lo sguardo spento e incolore.
- Nel malinconico si nota l’impaccio del corpo fisico nel suo aspetto esteriore, il malinconico camminerà con la testa inclinata in avanti, lo sguardo basso e l’occhio annebbiato, il passo sarà fermo ma il suo incedere strascicato.
L’antroposofia è considerata una pseudoscienza dal mondo accademico, ma leggendo i testi di Rudolf Steiner abbiamo spesso la sensazione di abbracciare una verità che è in noi, una conoscenza che si cela dietro il nostro apparire.
Il capitalismo che si autodistrugge
Il capitalismo che si autodistrugge, dove Marx e Schumpeter sembrano convergere.
La nascita del capitalismo causò la morte delle principali istituzioni del mondo feudale: il maniero, il villaggio e la corporazione artigiana.
Le mutazioni politiche, talvolta rivoluzionarie, eclissarono il mondo del Signore e del contadino, la produzione su larga scala e gli effetti della concorrenza nel mondo capitalistico fecero sparire la corporazione artigiana.
La mentalità razionalistica ed utilitaristica del mondo borghese sconfissero definitivamente un mondo feudale fatto di aristocratici privilegiati e di servi della gleba.
Lentamente ma inesorabilmente tutti gli apparati dello stato, monarchico o repubblicano, la Chiesa, l’esercito dovettero fare i conti con i proventi crescenti provenienti dal capitalismo e dovettero adattarsi alla nuova società che il mondo capitalistico stava producendo.
Possiamo ben dire che il capitalismo, ancor più della rivoluzione distrusse il mondo feudale ed aristocratico.
Secondo Schumpeter, che in questo caso sembra condividere Marx, questa capacità di distruzione delle istituzioni sembra rafforzarsi nello sviluppo della società capitalistica, fino a minare le basi stesse della sua esistenza.
Nel suo sviluppo il capitalismo tende infatti a perpetuare l’azione distruttiva nei confronti degli strati inferiori del sistema economico che lo sostiene.
Questo concetto espresso quando ancora non c’erano elementi evidenti che potevano confermarne la veridicità appare ora profetico.
La progressiva concentrazione industriale, la capacità dei grossi gruppi di fagocitare i concorrenti, la sparizione di migliaia di piccole aziende che costituivano il tessuto industriale del nostro Paese sembrano confermare le previsioni del famoso economista.
In pratica l’attuale livello raggiunto dal capitalismo nel mondo, fatto di ciclopiche realtà industriali e finanziarie che mirano all’instaurazione dell’oligopolio, attraverso il meccanismo della concorrenza e la conseguente riduzione dei profitti per le aziende di piccole e medie dimensioni, tendono all’eliminazione degli strati inferiori dell’industria capitalistica.
Schumpeter aggiunge che la borghesia sembrava allora avere scarsa coscienza del problema in quanto: “I profitti derivabili dalla razionalizzazione del processo produttivo e, specialmente, alla riduzione dei costi nel toruoso cammino delle merci dalla fabbrica al consumatore ultimo sono una tentazione alla quale il tipico uomo d’affari non sa resistere.”
Un altro concetto espresso da Scumpeter che mina alla radice il sistema capitalistico con la sua evoluzione e quello dell’evaporazione della proprietà.
Le moderne aziende industriali proprio per le loro dimensioni hanno determinato questo fenomeno chiamato appunto“evaporazione della proprietà”.
Nelle aziende di grosse dimensioni, che faranno morire via via tutte le altre, sono individuabili tre gruppi di attori: gli amministratori, i dirigenti e gli azionisti.
I primi si identificano sempre più con i funzionari ed anche i pochi che si prendono a cuore gli interessi dell’azienda difficilmente fanno gli interessi degli azionisti, i dirigenti spesso per la brevità del loro mandato, dovrebbero agire come i titolari dell’azienda, ma in realtà non ne hanno ne la funzione né il comportamento specifico. Quanto agli azionisti, spesso questa loro attività rappresenta una fonte secondaria di reddito e sentendosi poco rappresentati e tutelati non l’hanno a cuore.
Schumpeter conclude che: “La proprietà smaterializzata, sfunzionalizzata, ed assenteista non esercita più il fascino tipico della forma ancora vitale della proprietà. Un giorno, non ci sarà più nessuno al quale veramente prema difenderla – nessuno all’interno e nessuno all’esterno, dei confini dell’azienda gigante.”
Vedendo i disastri compiuti da manager e banchieri negli ultimi anni, quel giorno sembra essere vicino!
Ezra Pound il vate, l’intellettuale scomodo, il vero antagonista del neoliberismo.
Il grande poeta, scomodo e per questo censurato dal liberismo imperante di questi anni, viene ancora una volta chiuso in gabbia, emarginato o etichettato come fascista, quando invece il suo messaggio universale è più attuale che mai, mai come adesso le parole di Ezra Pound suonano come un grido di disperazione in questo mondo che fa dello sfruttamento del lavoro e delle riscorse del pianeta l’unico scopo dell’esistenza umana.
Sbaglia chi lo legge solo perché lo considera fascista e vuole trovare nelle sue parole la conferma ad un’ideologia politica che non c’è nella sua opera letteraria, sbaglia chi non lo legge perché lo considera fascista e si rifiuta di riconoscere il valore universale della sua poesia e del suo credo e sbaglia chi continua a sottolineare l’attaccamento al fascismo di Pound quando il suo era solo un sentimento di repulsione verso quel mondo del capitalismo trionfante che aveva distrutto l’America e rinnegato i valori dei suoi Padri fondatori, sentimento quanto mai diffuso e di sconcertante attualità.
Leggiamo queste due Poesie, la prima è un atto di denuncia contro il capitalismo e la finanza imperante che già negli anni trenta segnava un inesorabile declino dei valori dell’Occidente, dalla sensibilità del vate cogliamo un mondo perduto per sempre, immolato sull’altare del Dio denaro, dell’usura e del produrre per “vendere e vendere presto e con profitto, peccato e contro natura”.
la seconda poesia è l’ormai famoso Testamento spirituale del vate, scritta in età avanzata è un atto di mesta quiescenza che esplora il percorso dell’uomo su questa terra, descrivendone la sua impotenza e la sua arroganza epistemica.
USURA
Con Usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v’è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l’Annunciazione dell’Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l’usura, spunta
l’ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila.
Pietro Lombardo
non si fé con l’usura
Duccio non si fé con l’usura
né Piero della Francesca o Zuan Bellini
né fu “La Calunnia” dipinta con usura.
L’Angelico non si fé con usura, né Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata :”Adamo me fecit”.
Con l’usura non sorse Saint Trophine e Saint Hilaire,
Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, non lascia tempo
per apprendere l’arte d’intessere oro nell’ordito;
l’azzurro s’incancrena con l’usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d’usura.
IL TESTAMENTO SPIRITUALE
Quello che sai amare rimane, il resto è scoria
quello che veramente ami non ti sarà strappato
quello che veramente ami è la tua vera eredità
il mondo a chi appartiene a me, a loro o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile elisio,
sebbene fosse nelle dimore d’inferno
quello che veramente ami è la tua vera eredità
strappa da te la vanità
non fu l’uomo che creò il coraggio, o l’ordine o la grazia
strappa da te la vanità ti dico strappala
cerca nel verde mondo quale luogo possa essere il tuo
per raggiungere l’invenzione o nella vera abiità dell’artefice
strappa da te la vanità ok strappala
il casco verde h a vinto la tua eleganza,
dominati e gli altri ti sopporteranno.
Strappa da te la vanità,
sei un cane bastonato sotto la grandine,
una pica rigonfia in un spasimo di sole,
metà nero metà bianco ne distingui un’ala da una coda.
Strappa da te la vanità,
come sono meschini i tuoi rancori intriti di falsità
strappa da te la vanità,
avido di distruggere, avaro di carità
strappa da te la vanità, ti dico strappala,
ma avere fatto, in luogo di non avere fatto,
questa non è vanità,
avere con discrezione bussato perchè un blent aprisse,
aver raccolto dal vento una tradizione viva,
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata,
questa non è vanità
perchè qui l’errore è in ciò che non si è fatto,
nella diffidenza che fece evitare—
Quel monito del Santo Padre che diventa realtà
Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all’intelligenza del diritto. Il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. “Togli il diritto – e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” ha sentenziato una volta sant’Agostino.[1] Noi tedeschi sappiamo per nostra esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio. Noi abbiamo sperimentato il separarsi del potere dal diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, così che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto – era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull’orlo del precipizio.
Estratto dal discorso del 22 settembre del 2011 del Santo Padre Benedetto XVI scopriamo ora che quel discorso non era solo un monito ma una profezia avveratasi nel 2025.
Onore ad un grande uomo di fede, integerrimo intellettuale e uomo di immensa cultura, un gigante in questa epoca dominata da pazzi criminali.

Julian Assange
““Non esiste più una società. Ciò che esiste è un’élite di sicurezza transnazionale impegnata a spartirsi il mondo utilizzando i soldi delle tasse”. Julian Assange (2011)”
RIPUDIA LA GUERRA E OPPONITI A QUESTO SISTEMA CRIMINALE
- Vogliono farti credere che combattono per te.
- Vogliono farti credere che fanno la guerra per la tua libertà
- ….che uccidono per conto tuo
- ….per esportare la democrazia
- Quindi sei tu il mandante
- Sei tu che mandi le armi
- ….che uccidi le donne e i bambini
- …che massacri i civili
- Lo fai per sentirti libero
- …libero di scrivere le tue cretinate sui social
- …libero di comprare le tue puttanate su Amazon
- …libero, se vuoi , anche di drogarti
- …libero, se vuoi, perfino di fare il pervertito
- E mentre tu scrivi le tue cretinate sui social
- Mentre compri le tue cazzate su Amazon, ti droghi o fai il pervertito
- Mentre soffochi la tua coscienza e cancelli la tua umanità
- Migliaia di persone vengono uccise e muoiono per garantire il tuo scellerato stile di vita.
- Non essere complice di questo genocidio manifesta la tua opinione, rifiuta la guerra,
- Opponiti a questo sistema criminale!
Antifragile (Taleb, Nassim Nicholas)
Antifragile (Taleb, Nassim Nicholas)
Ciò che fa Madre Natura è rigoroso fino a prova contraria; ciò che fanno gli esseri umani e la scienza è difettoso fino a prova contraria.
Stiamo facendo qualcosa di nuovo al pianeta e l’onere della prova ricade su coloro che interferiscono con i sistemi naturali, Madre Natura sa molto più di quello che l’ingegnere petrolchimico potrà mai sapere, e non il contrario.
Edward Limonov
Limonov (Opere di Emmanuel Carrère) (Italian Edition) (Carrère, Emmanuel)
«Nessuno ha il diritto di dire a centocinquanta milioni di persone che settant’anni della loro vita, della vita dei loro genitori e dei loro nonni, che ciò in cui hanno creduto, per cui hanno lottato e si sono sacrificati, l’aria stessa che respiravano, nessuno ha il diritto di dire che tutto questo è stato una merda. Il comunismo ha fatto delle cose orribili, d’accordo, ma non era uguale al nazismo. L’equivalenza tra i due, che gli intellettuali occidentali danno ormai per scontata, è un’infamia. Il comunismo è stato qualcosa di grande, di eroico, di bello, qualcosa che credeva nell’uomo e gli dava fiducia. Il comunismo aveva in sé una parte di innocenza, e nel mondo spietato che è venuto dopo tutti lo associano confusamente alla propria infanzia, a ciò che commuove quando riaffiorano i ricordi dell’infanzia».
L’intelletto è l’unica cosa che realmente ti appartiene.
«Sono tre le parti di cui sei composto: il tuo povero corpo, il tuo povero soffio vitale e l’intelletto», Marco Aurelio ricorda a se stesso. Tra queste le prime due ti appartengono solo in quanto devi prendertene cura, solo la terza è propriamente tua.
La paura della morte
George Orwell scriveva in 1984: «Per controllare il popolo devi conoscere le sue paure. È evidente che quella più grande è la paura di morire. Una volta che l’essere umano diventa schiavo delle sue paure, sarà più facile fargli credere che lo Stato padrone sarà pronto ad aiutarlo».